Di: Maresa Galli

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Dal 26 febbraio al 2 marzo al Teatro Mercadante va in scena “Amore”, di Pippo Delbono, produzione Emilia-Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale. Dopo “La gioia”, del 2023, “Amore” è “una geografia dei sentimenti sulle note del fado portoghese”, un viaggio poetico e musicale, dal Portogallo al Brasile, dall’Angola a Capo Verde, fino all’esplorazione dell’anima. Dalle affinità elettive nascono grandi progetti e così Delbono e Renzo Basotti, produttore teatrale italiano da anni attivo in Portogallo, hanno realizzato insieme “Amore”, tentativo di portare la vita nel teatro, messinscena frutto di un lavoro personale e collettivo. LO spettacolo è nato dal dolore per la perdita del carissimo amico Bobò, morto nel 2019, al quale il regista dedicherà anche un film. Sulla saudade del fado, sulle sue struggenti melodie, i cantanti entrano sulla scena essenziale, apparentemente scarna, ideata da Joana Villaverde, dai colori cangianti, dai bei tagli di luce di Orlando Bolognesi, forti come i sentimenti, con un albero brullo piegato al vento che, infine, fiorirà. Dolly Albertin, Margherita Clemente, Pippo Delbono, Ilaria Distante, Mario Intruglio, Pedro Jóia, Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Miguel Ramos, Pepe Robledo, Grazia Spinella, Barbara Wahnon sono i protagonisti dell’emozionante spettacolo. Delbono entra nel Teatro, vestito di bianco, per prendere posto dietro una consolle in mezzo al pubblico, voce salmodiante, narrante versi di Carlos Drummond de Andrade, Eugénio De Andrade, Daniel Damásio Ascensão Filipe, Sophia de Mello Breyner Andresen, Jacques Prévert, Rainer Maria Rilke e Florbela Espanca. Sul palcoscenico entra Barbara Wahnon, che canta “Atrás da Porta” di Chico Buarque de Hollanda, melodiosa malìa cantata a cappella, brivido sul dolore dell’abbandono, sull’amore che finisce. Riempie la scena la chitarra di Pedro Jóia, anche autore di tante canzoni dello spettacolo, maestro di chitarra classica e flamenca già al fianco di Simone e Gilberto Gil e Ney Matogrosso. Altro virtuoso chitarrista in scena, Miguel Ramos vanta lunghissima tradizione familiare fadista. Entrano in scena, a comporre poetiche scene di tableaux vivant, dei ballerini, che si alternano/incrociano con i cantanti, con i chitarristi, con gli attori che danzano mascherati come nel “Dìa del los muertos” nel quale vita e morte fanno festa insieme. Racconta Delbono che lo spettacolo nasce da un suo lutto e dal periodo di chiusura del Covid, quando si trovò a Catania. Il regista e attore, alla fine dello spettacolo, sale sul palco, sdraiandosi sotto l’albero dal quale spuntano fiori. Il lutto, la riconciliazione, le cure per far rifiorire ciò che sembrava perso, sono i tormentati momenti di ricerca dell’amore che vale sempre il viaggio. Interminabili applausi alla prima.